Quanto Consuma Un Forno Elettrico Per Pizzeria?

Quanto Consuma Un Forno Elettrico Per Pizzeria
Quanto consuma un forno elettrico per pizzeria? – Capire quanto consuma un forno elettrico per pizza non è affatto facile. Una importante distinzione da fare è se stiamo parlando di forni per uso domestico o professionali. I forni elettrici per pizzeria professionali lavorano a temperature intorno ai 300 – 350 °C e il consumo medio per un forno dalla capacità di 4 pizze oscilla tra i 4,6 kW e i 6 kW.

All’anno una pizzeria a taglio secondo recenti stime ha un consumo di 15000 kilowatt di energia elettrica; per una pizzeria ristorante invece si possono raggiungere anche i 26000 kWh/anno. Per un forno elettrico ad uso domestico invece i conti risultano più facili da fare in quanto basterà moltiplicare la potenza (es.3,5 kW) per il tempo di utilizzo alla massima potenza (ipotizziamo 1 ora a 350° C).

Pertanto in questo caso sarà 3,5 kWh (3,5 kW potenza * 1 h utilizzo). In termini monetari con un costo a 0,22€ per kWh il costo sarà pari a 0,77€ (3,5 kW potenza * 0,22€ per kWh).

Quanti kW per una pizzeria?

Quanto energia consuma un bar, un ristorante, una pizzeria? – I dati di scenario rilevati dall’Ufficio Studi di Fipe mostrano quanto la ristorazione sia energivora: un bar o un ristorante consuma in media ogni anno 26.000 KWh di elettricità per un consumo complessivo calcolato in 8,6 miliardi di KWh, 9,8 volte più del consumo medio di una famiglia.

  1. Entrando nel dettaglio, emerge che le cifre variano sensibilmente in base alla tipologia di esercizio: dai 17.000 KWh di un piccolo caffè ai 45.000 KWh di un bar pasticceria, dai 15.000 KWh di una pizzeria a taglio ai 142.000 KWh di un self service.
  2. Numeri la cui portata può essere ben compresa considerando che i 25 milioni di famiglie italiane consumano complessivamente 68 miliardi di KWh.

Solo nei ristoranti sono installate più di 250.000 lavastoviglie, 540.000 frigoriferi e 280.000 celle. Per non parlare delle centinaia di migliaia di forni o delle 200.000 macchine per l’espresso nei bar. Quanto Consuma Un Forno Elettrico Per Pizzeria L’efficienza di queste attrezzature può davvero fare la differenza nel consumo di energia elettrica e, quindi, nei costi della bolletta. A un anno dall’entrata in vigore della legge che ha reso obbligatori nei ristoranti, e non solo, i frigoriferi a risparmio energetico, la tavola rotonda promossa da Fipe è stata l’occasione per una riflessione fra gli operatori della filiera del freddo, dai produttori ai consumatori/pubblici esercizi. Quanto Consuma Un Forno Elettrico Per Pizzeria 14 Aprile 2023 Quanto Consuma Un Forno Elettrico Per Pizzeria 12 Aprile 2023 Quanto Consuma Un Forno Elettrico Per Pizzeria 12 Aprile 2023 : Quanta energia consuma un bar, un ristorante, una pizzeria?

Quanto consuma un forno elettrico per un’ora?

Quanta energia consuma un forno elettrico? – Per poter risparmiare sulla bolletta è essenziale capire quanto consumano gli elettrodomestici che abbiamo in casa. Per quanto riguarda i forni elettrici, ne esistono principalmente di due tipologie : quelli tradizionali, forniti di resistenze elettriche (una superiore e una inferiore) e un grill, che cucinano i cibi per irradiamento; quelli multifunzione che posseggono, oltre alle resistenze e al grill, anche una ventola per la circolazione dell’aria calda per la preparazione delle pietanze.

I forni elettrici si differenziano anche tra statici e ventilati : nel forno statico la cottura è un po’ più lenta e a volte poco uniforme, mentre nel forno ventilato è più omogena e i tempi di cottura sono più rapidi per effetto delle ventole interne. Un forno elettrico non ha un consumo di energia costante,

Assimila infatti energia soprattutto al momento dell’accensione, nella fase di riscaldamento. Ma quanti watt/kilowatt consuma un forno? Un forno elettrico impostato a 180°C può impiegare 800 Wh nei primi 20 minut i, ma solo 1000 Wh (= 1 kWh) dopo 60 minuti e 1500 Wh dopo 90 minuti.

Quanto consuma un forno a legna per pizzeria?

Quanto Consuma Un Forno Elettrico Per Pizzeria Oltre al piacere della buona pizza, il forno a legna del nostro pizzaiolo ha quasi un potere ipnotico: a chi non è capitato di guardarlo e di osservare la brace sul lato sinistro del forno, dove ogni tanto il nostro pizzaiolo butta qualche ciocco di legna, mentre sul lato destro le pizze velocemente prendono colore? A chi ha la fortuna di avere una villetta al mare o in montagna o in campagna è sicuramente venuta voglia di avere un forno a legna per pizza e di passare le serate con gli amici a cucinare e infornare pizze.

  1. Come costruire un forno a legna per pizza? e come funziona? Il forno a legna è cambiato pochissimo negli ultimimillenni! Oggi per costruire un forno a legna abbiamo a disposizione materiali performanti, ma la forma e i principi di funzionamento sono sempre uguali.
  2. La forma migliore per un forno a legna è circolare o ovale.

Le forme arrotondate consentono una migliore circolazione dei flussi di aria permettendo al calore di arrivare in ogni punto del forno rendendo così omogenea la temperatura all’interno. Un altro buon motivo è che la forma rotonda assicura che il calore assorbito dal materiale refrattario venga ceduto per irraggiamento in modo uniforme a differenza di quanto accadrebbe se la forma del forno fosse squadrata.

VOLTA: in materiale refrattario e a forma di cupola per raggiungere temperature altissime e massimo mantenimento del calore PIANO DI COTTURA: in materiale refrattario e resistente all’usura e allo sfregamento degli attrezzi di pulizia o di lavoro di carico e scarico dei cibi. PORTA DI ACCESSO: a chiusura stagna per evitare dispersione di calore CAPPA: esterna rispetto alla volta (sopra la bocca del forno), per veicolare i fumi TERMOMETRO

Che grandezza deve avere un forno a legna per pizza Quella utile alle vostre esigenze. I pizzaioli misurano il forno a legna per “unità di pizza”: parlano cioè di forno da 5 pizze, da 7 pizze e così via. In genere la dimensione del forno è quella del diametro del piano di cottura.

PER CONDUZIONE: quando un cibo viene poggiato sul piano di cottura del forno, il calore viene trasferito dal corpo caldo (i mattoni refrattari del piano di cottura del forno a legna) verso il corpo freddo (la pizza o la pagnotta o qualunque altro cibo).I differenti materiali con i quali può essere costruito il piano di cottura, hanno diversa capacità di trasferire il calore e questo influisce sul modo nel quale il cibo viene cotto: ci vuole insomma la giusta temperatura ma anche un materiale del piano di cottura, che ceda il calore in modo né troppo lento, né troppo veloce. PER CONVENZIONE: l’aria assorbe il calore e circolando dentro il forno la trasferisce ai cibi. Anche qui la velocità dell’aria deve essere corretta altrimenti, se troppo lenta, potrebbe agire da isolante, riducendo addirittura il trasferimento del calore. PER IRRAGGIAMENTO: è quello che succede alla terra con il sole. E’ una trasmissione diretta del calore attraverso onde elettromagnetiche e non richiede né un contatto diretto con il cibo, né un fluido intermediario (aria). Dalle pareti e dalla cupola si irraggia verso il cibo.

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Quanta legna consuma un forno a legna? Ma quanta ne serve? Naturalmente le variabili sono tante e una regola non esiste. Può infatti dipendere da:

la grandezza del forno il materiale con il quale è costruito il forno a legna se lo usiamo spesso o no la stagione (di inverno mediamente serve 30% di legna in piu’) il tipo di cibo che vogliamo cuocere e naturalmente il tipo di legna

Per un forno da 1,5 mt di diametro che resti acceso almeno 5/6 ore servono circa 100 kg di legna. Quanto costa un forno a legna? E’ come chiedere quanto costa una automobile Si possono spendere 500 euro per un forno prefabbricato dal quale non vi dovrete aspettare né grandi prestazioni né grande durata, a 10.000 euro e piu’ per un forno professionale da pizzaiolo. Scritto da Gianclaudio Iannace

Quanto costa forno elettrico per pizza?

Quanto costa un forno per pizza professionale? – Il prezzo dei forni pizza venduti nel nostro store parte da € 589,00+ IVA per i forni elettrici per pizzeria e da € 1782 + IVA per i forni a gas per pizzeria, Tutti i forni pizza venduti nello store di Chefline sono professionali,

Quanto costa un forno per una pizzeria?

Forni a gas: prezzi – Per i forni a legna saliamo un po’ di prezzo. Si parla di una media tra i 180 e i 450 euro per avere un buon forno. Ma i prezzi per molti modelli arrivano tranquillamente agli 800/900 euro. Il forno a gas riscaldato da bruciatore raggiunge la temperatura impostata molto velocemente.

Quanti kW ci vogliono per un ristorante?

Quale potenza scegliere per il tuo ristorante? – Quale potenza scegliere? Se hai appena aperto il tuo ristorante e il contatore non è presente, quale potenza devi richiedere? Innanzittuo dipende dai macchinari presenti all’interno del locale: la potenza ovviamente cambia se si tratta di un ristorante, di un bar caffeteria o di un piccolo bar.

  1. Per un piccolo bar la potenza del contatore può variare dai 6 ai 10 kW, in base al tipo di elettrodomestici presenti nel locale; per un bar caffetteria la potenza necessaria sarà superiore, poichè presente anche una piccola cucina: in questo caso potresti aver bisogno di 12- 15 kW,
  2. Per un ristorante la potenza impegnata del contatore sarà ancora maggiore ai 15 kW, per le dimensioni del locale e per il numero degli elettrodomestici presenti all’interno della cucina.

Se invece il contatore è già presente, ma la potenza non è sufficiente per le esigenze del tuo locale, puoi contattare direttamente il tuo fornitore e chiedere un aumento di potenza, Il costo varia in base ai kW che si vogliono aggiungere, anche se ci sono costi fissi per tutti i fornitori, oltre alla quota potenza prevista per ogni kW aumentato.

Come impostare forno elettrico pizzeria?

Come cuocere la pizza nel forno di casa: i segreti perfetti Prima di darvi tutti i consigli su come cuocere la pizza a casa, rinfreschiamo la mente con gli ingredienti dell’impasto e la sua preparazione. Quanto Consuma Un Forno Elettrico Per Pizzeria

  • Per cuocere la è molto importante distinguere fra forno statico o ventilato.
  • Infatti la tipologia di cottura cambia a seconda del modello.
  • Vediamo insieme tutti i passaggi per avere una pizza perfetta.
  • Ingredienti impasto : O 500 g di farina di Tipo 2 (oppure 0) O 1 cucchiaino di zucchero O 335 ml acqua O 15 g di sale fino O 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva O 15 g di lievito di birra fresco
  • 1) PREPARAZIONE DELLA PIZZA

Per la ricetta della pizza inizia dalla lavorazione della base della pasta: mescola 15 grammi di lievito di birra sbriciolato con 1/2 cucchiaino di zucchero e in una tazza aggiungi 2 dl di acqua tiepida.Successivamente aggiungere nel lievito diluito 250 grammi di farina e 1/2 cucchiaino di zucchero.Impasta fino a ottenere un composto morbido.Aggiungi i restanti 250 g di farina, 15g di sale fino, 2 cucchiai d’olio e un dl scarso di acqua tiepida; continua a lavorare l’impasto.Al termine della lavorazione, lascia riposare nella ciotola per 15 minuti coprendo con un canovaccio.

  1. Trasferisci l’impasto ottenuto su una spianatoia e dai all’impasto la forma di una pagnotta.Una volta ottenuta la forma, mettila in un contenitore e lo lasciala lievitare per 24 ore lontana da qualsiasi fonte di calore,
  2. Passate le 24 ore, posa l’impasto lievitato su un piano di lavoro infarinato.
  3. Dividilo in 3/4 pezzi e forma dei panetti.

Normalmente una pizza richiede un impasto di 230 g, Con una spatolina taglia l’impasto e pesalo.Ottenute le porzioni inizia a formare le palline.Una volta preparate le palline disponile sul piano di lavoro distanziate l’una dall’altra. Questo perchè rilievitando aumenteranno di volume e rischierebbero di toccarsi.Coprile con della pellicola trasparente e lasciale lievitare per altre 2 ore.

  1. Ricordati che affinché la pizza si cuocia bene, è molto importante la stesura dell’impasto,
  2. 2) COME CUOCERE LA PIZZA NEL FORNO DI CASA
  3. Innanzitutto, se il forno della vostra cucina è statico, il consiglio è di cuocerla sul fondo, per i primi cinque minuti, poi posizionarla a metà forno.
  4. Invece, se il vostro forno è ventilato, cuocetela al centro,

Stendila con la mani, no al mattarello! Questo perché, con il forno ventilato bisogna tenere in considerazione che il calore sarà più violento e i tempi di cottura più corti. In questo caso, la pizza va messa a metà. Importante è anche la scelta della teglia Un consiglio ulteriore, è quello di procurarti una per far si che la pizza si cuocia in un modo omogeneo sia sotto e sopra, e più velocemente, dandoti una pizza fragrante e croccante come in pizzeria.Puoi utilizzare la pietra refrattaria sul fondo del forno.In questo modo puoi mantenere le temperature elevate anche quando apri il forno.Se ti stai cimentando con la pizza in teglia invece ricordati di cuocerla sempre per i primi sei – sette minuti nella parte bassa del forno e poi (generalmente dopo aver messo la mozzarella) al centro del forno.

  • Le temperature migliori per ottenere una buona pizza
  • Solitamente le temperature migliori per ottenere una buona pizza vanno dai 300 ai 350 gradi per forno elettrico o a gas, e intorno ai 380-450°C per il forno a legna, per quanto riguarda forni professionali.
  • Con i classici forni da cucina, a gas che non superano la temperatura massima di 250° è appunto consigliato utilizzare tecniche come quelle accennate precedentemente.
  • 3) TEMPO DI COTTURA PIZZA FATTA IN CASA

Nel forno professionale a legna o a gas la pizza impiega a cuocere dai 2 ai 5 minuti.Mentre per un forno elettrico classico ci vogliono dai 15 ai 25 minuti circa. La pizza è pronta quando i bordi iniziano a caramellizzarsi mostrando un aspetto dorato.

  1. Un che lavora tutti i giorni, impiega mediamente 45 minuti prima di essere pronto a temperatura, ma se il forno a legna viene acceso raramente, impiegherà più di un’ora prima di essere pronto per infornare la pizza.
  2. Un forno a legna alla giusta temperatura cuoce una pizza al piatto in meno di un minuto, circa 45 secondi, la pizza va girata in continuazione perché dalla parte della fiamma scurisce in fretta.
  3. Altri Consigli per una pizza perfetta:
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1. Usa la giusta farina, Una lievitazione lunga prevede l’uso di una farina forte.2. Non mettere mai a contatto il lievito con il sale, Il sale è un disinfettante e sterilizza l’azione del lievito.3. La temperatura dell’acqua, L’acqua che utilizzi per scogliere il lievito non deve essere mai troppo calda.

  • Il calore sterilizza il lievito.
  • Se hai dubbi, meglio usarla fredda.4.
  • Il giusto contenitore,
  • Stendi la pizza su un apposito contenitore, non utilizzate il vassoio del forno perché ha un fondo troppo spesso che rende difficile la cottura della parte inferiore.5.
  • No al mattarello,
  • La pizza si stende con le mani, il mattarello schiaccia le bolle di lievitazione che rendono l’impasto leggero e friabile.6.

Un buon forno per cuocere una pizza perfetta. Ti è venuta voglia di pizza? : Come cuocere la pizza nel forno di casa: i segreti perfetti

Quanto guadagna un proprietario di pizzeria?

Quanto si guadagna con una pizzeria – Indipendentemente dalla tipologia di pizzeria scelta, come per ogni attività, i guadagni sono ottenuti quando si riescono a coprire tutte le spese. Le pizzerie, in generale, hanno sia elevati costi di avviamento, come visto, il forno, l’arredamento e il locale stesso implicano un investimento non indifferente.

Quanto deve fatturare una pizzeria?

Ora confrontiamo il fatturato medio di una pizzeria italiana con quello di una pizzeria statunitense. In Italia, il locale medio fattura come abbiamo detto 240.000€ l’anno.

Quanto guadagna al mese un pizzaiolo?

Lo stipendio di un pizzaiolo, senza considerare alcun parametro, è di circa 1400€ al mese. I neoassunti tendenzialmente partono da una retribuzione di 1200€ al mese, ed è possibile anche superare i 2300€ al mese.

Quanti kW ci vogliono per un ristorante?

Quale potenza scegliere per il tuo ristorante? – Quale potenza scegliere? Se hai appena aperto il tuo ristorante e il contatore non è presente, quale potenza devi richiedere? Innanzittuo dipende dai macchinari presenti all’interno del locale: la potenza ovviamente cambia se si tratta di un ristorante, di un bar caffeteria o di un piccolo bar.

  • Per un piccolo bar la potenza del contatore può variare dai 6 ai 10 kW, in base al tipo di elettrodomestici presenti nel locale; per un bar caffetteria la potenza necessaria sarà superiore, poichè presente anche una piccola cucina: in questo caso potresti aver bisogno di 12- 15 kW,
  • Per un ristorante la potenza impegnata del contatore sarà ancora maggiore ai 15 kW, per le dimensioni del locale e per il numero degli elettrodomestici presenti all’interno della cucina.

Se invece il contatore è già presente, ma la potenza non è sufficiente per le esigenze del tuo locale, puoi contattare direttamente il tuo fornitore e chiedere un aumento di potenza, Il costo varia in base ai kW che si vogliono aggiungere, anche se ci sono costi fissi per tutti i fornitori, oltre alla quota potenza prevista per ogni kW aumentato.

Quanti kW consuma un bar al giorno?

I bar sono sicuramente tra gli esercizi commerciali più diffusi in Italia, che lavorano maggiormente, ma che spendono anche parecchio in termini di consumi elettrici, Lo sanno bene a Taranto, dove di bar, ristoranti e locali affini ce ne sono di numerosi.

  1. Per capire di che importi parliamo, cominciamo a capire come calcolare i consumi elettrici.
  2. Questi infatti non sono altro che il prodotto tra la potenza assorbita (misurata in kiloWatt) e le ore di utilizzo, che dà il kiloWatt ora (kWh),
  3. Se poniamo come costo della corrente elettrica 0,18 €/kWh, anche se, a onor del vero, il prezzo della corrente non è fisso ma varia in base al fornitore e al tipo di contratto stipulato, possiamo ricavare una stima approssimativa dei consumi nell’arco di un anno.

Se pensiamo che quest’ultimo si compone di 52 settimane, con circa 300 giornate lavorative effettive, e un bar-ristorante è aperto in media dalle 7:00 alle 22:00 e anche oltre, con un totale di 4800 ore di esercizio, c’è da preoccuparsi un po’. Le cifre che ne derivano infatti sono davvero da gravose, con la conseguenza che i proprietari di bar, e ristoranti, puntualmente faticano a pagare le carissime bollette elettriche.

Se prendiamo come campione un bar-ristorante, consideriamo che occorrerà una fornitura di 11Kw di energia elettrica per un consumo giornaliero di circa 320 kWh/giorno, consumo che tenderà a salire in estate quando si verifica un innalzamento delle temperature e pertanto l’accensione di condizionatori.

E proprio Taranto, città del sud Italia, tra le più calde, osservata anche la sua concentrazione di inquinamento atmosferico, fa larghissimo uso di condizionatori e pompe di calore. Se volessimo dunque analizzare nel dettaglio i consumi, sarebbe necessario fare la somma della potenza impiegata dai singoli elettrodomestici, reperibili sulle targhe di tutti i macchinari che si alimentano con l’elettricità.

Poi andrebbero fatti esaminare i carichi elettrici, così da poter riscontrare eventuali problematicità nei consumi. In ogni modo, riprendendo l’esempio del bar-ristorante, l’elettrodomestico più energivoro per questo tipo di attività risulta essere la lavastoviglie, che ha una resistenza elettrica da 6kW, potenza che serve a portare l’acqua in ingresso, che è ad una temperatura di circa 12-13°C, fino a 80°C.

Il calore dell’acqua è essenziale per un corretto lavaggio e sterilizzazione delle stoviglie, consentendone il pronto utilizzo, perciò sarebbe indispensabile pure uno scaldabagno elettrico, per cucina e servizi igienici. Ma ci sono poi altri elettrodomestici, come macchina caffè, macina caffè, lavatazze, frullatore, piastre professionali per panini o salamandre, affettatrice, spremiagrumi, generatore di ghiaccio, compressori per celle frigorifero, condizionatore aria o pompa di calore, ecc.Senza contare le sorgenti luminose, spesso ad incandescenza, necessarie per l’illuminazione degli spazi, soprattutto interni, dei locali.

  • C’è però da aggiungere che i consumi variano pure dall’uso che si fa dei macchinari elettrici, dal momento che azioni come accendere e spegnere apparecchi a resistenza o aprire e chiudere i frigoriferi e i vani delle vetrine refrigerate, non fanno che far lievitare la bolletta.
  • Diventa allora veramente importante risparmiare, e non solo seguendo gli accorgimenti suggeriti, ma anche scegliendo il giusto fornitore di energia elettrica,
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Mavigas ad esempio potrebbe essere la giusta alternativa alle esose bollette energetiche. Mavigas permette infatti di avvalersi di un’offerta personalizzata in base alle proprie esigenze e consumi, garantendo sempre e comunque un risparmio. Info e contatti al numero verde 800 310 999, [email protected] o su sito www.Mavigas.it,

Quanti kWh consuma un negozio?

Tipologia negozio Consumo medio annuo energia elettrica
Superficie media Superficie media
Prodotti alimentari 12.773 40.000
Abbigliamento/tessili 5.027 15.000
Prodotti elettronici/prodotti per la casa 5.308 20.000

Quanto consuma un ristorante di energia elettrica?

I consumo di bar, ristoranti e alberghi: come risparmiare? Illuminazione, refrigerazione e condizionamento: come muoversi? Secondo i rapporti Unioncamere, i consumi di elettricità del settore ristorazione e alberghiero sono aumentati esponenzialmente negli ultimi 15 anni,

I clienti chiedono maggiori comfort e sono sempre di più gli esercizi pubblici in cui si rinnova inserendo impianti di condizionamento, spa e cucine ad alta performance che hanno un peso maggiore sui consumi di elettricità. Prendiamo per esempio un piccolo albergo di 24 camere: consumerà circa 120.000 kWh all’anno, arrivando a una spesa annua di elettricità di circa 24.000 euro.

Un grande albergo di un centinaio di stanze consumerà invece 750.000 kWh all’anno, raggiungendo un conto finale di 130mila euro per la sola elettricità. Nel caso di bar e ristoranti, sebbene le dimensioni siano ridotte, ci troviamo in presenza di consumi importanti, che possono incidere molto sulla gestione del locale.

  • Secondo la F.I.P.E., Federazione Italiana Pubblici Esercizi, bar e ristoranti consumano circa 26.000 kWh di elettricità all’anno.
  • I bar più piccoli possono arrivare anche a consumi inferiori, sui 15.000 kWh l’anno, ma che rapportati a dimensioni e servizi sono di solito più pesanti da sostenere rispetto ai consumi maggiori ma con più produttività di un bar gelateria o di un ristorante con almeno cinquanta coperti.

Un bar con gelateria e pasticceria di produzione propria, per esempio, raggiunge facilmente i 45.000 kWh all’anno, molti di più dei 15.000 kWh di una pizzeria da asporto ma meno dei 150.000 kWh di un fast food o di un ristorante per banchetti con 300 coperti.

Cosa produce i maggiori consumi elettrici per bar, ristoranti e alberghi? Sebbene il condizionamento sia una delle voci costose e presenti sia nel settore alberghiero che nella ristorazione, per bar e ristoranti i consumi e i costi maggiori sono da cercare altrove. Per quanto riguarda i ristoranti, i consumi maggiori sono imputabili a lavastoviglie, frigoriferi, celle frigorifere e forni elettrici,

Nel caso dei bar invece il consumo maggiore lo richiedono le macchine per espresso e i banconi refrigeranti per gelateria, Di fronte ai consumi di queste apparecchiature, è quasi irrisoria la spesa per l’illuminazione. Nel caso degli alberghi, invece, il consumo maggiore è determinato dagli impianti di climatizzazione e ricircolo dell’aria, insieme ad ascensori, montacarichi e produzione di acqua calda sanitaria che in molte strutture è ancora appoggiata su una produzione elettrica.

  1. I consumi variano però anche in base alle regioni: per esempio nel sud Italia sono maggiori le spese per raffrescamento, con una media di 3.500 kWh annui a camera ogni anno.
  2. Nel nord Italia questi valori scendono a 3.500 kWh annui per camera, mentre riscaldamento e acqua calda sanitaria incidono per entrambe le zone per circa 10.000 kWh annui per camera.

Al contrario poi di ristoranti e bar, per gli hotel è molto rilevante il consumo legato all’illuminazione, arrivando in alcuni casi al 45% della spesa elettrica. Come risparmiare sui consumi di elettricità di bar, ristoranti e alberghi? Secondo l’indagine 2018 di S.I.G.E.P., il Salone Internazionale della Gelateria, Pasticceria e Panificazione artigianali, gran parte dei consumi di bar e ristoranti potrebbero essere migliorati e alleggeriti procedendo a un rinnovo delle attrezzature: sono infatti le apparecchiature più datate a consumare maggiormente,

  1. Certamente non sono azioni alla portata di chiunque e si parla di macchinari molto costosi ma negli ultimi anni sono venute in soccorso di ristoratori e albergatori diverse finanziarie.
  2. Questi incentivi hanno permesso di abbattere i costi delle nuove attrezzature fino al 65% in caso di concomitante rinnovo delle strutture.

In alcuni casi, poi, ci sono incentivi specifici per la sostenibilità ambientale, alcuni sovvenzionati dalla Comunità Europea, a cui si può accedere rivolgendosi alla propria associazione di settore o al settore Attività Produttive della propria Camera di Commercio.

Per gli albergatori, esiste anche il tax credit del turismo, rivolto proprio alla riqualificazione degli alberghi e che copre il 65% delle spese relative all’incremento dell’efficienza energetica, delle attrezzature professionali per la ristorazione e di quelle per i centri benessere interni alle strutture.

Le azioni di maggiore efficacia per il risparmio elettrico in alberghi, ristoranti e bar

Installazione di apparecchi di monitoraggio dei consumi: è il primo passo per rendersi conto di cosa consumi maggiormente nella propria struttura e su quali fronti sia meglio agire. Alcuni di questi apparecchi, più avanzati, sono in grado anche di calibrare i consumi nei momenti di minore affluenza. Installazione di scaldacqua a pompa di calore: rispetto al riscaldamento con caldaie elettriche permette un risparmio del 70% di elettricità. Installazione di schermature solari contro il calore estivo: pergolati di legno, graticci e tende da sole a tenuta termica permettono un abbattimento dei costi di condizionamento. Utilizzo di motori elettrici ad alta efficienza, per esempio negli ascensori e montacarichi, che non rendono necessario il cambio dell’intero impianto ma solo del gruppo motore da cui si origina il consumo. Installazione di sensori per lo spegnimento degli impianti di condizionamento in caso di apertura della finestra. Accensione e spegnimento automatico delle luci su presenza, ovvero al passaggio e solo quando necessario. Impianto fotovoltaico: molte strutture come gli alberghi hanno la disponibilità del tetto per posizionare sufficienti pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica. Uso di lampade LED: un semplice cambio di lampadine può abbattere la spesa del 15% nei bar e ristoranti e fino al 35% negli alberghi. Isolamento a involucro dell’edificio: in caso di ristrutturazione della facciata, l’aggiunta di un cappotto a tenuta termica può ridurre fino al 20% i consumi di riscaldamento e raffrescamento. Impianto solare termico: in caso non sia possibile l’installazione di un impianto fotovoltaico, si può comunque risparmiare delegando la produzione dell’acqua calda sanitaria a un impianto solare termico sul tetto o in un’area attigua alla struttura. Installazione caldaia a condensazione: per i bar e ristoranti, la produzione di acqua calda e riscaldamento possono abbattere i costi del 30% con il passaggio a una caldaia a condensazione. Scegliere contratti su misura: Un cambiamento di piano tariffario può determinare spesso dei risparmi fino al 16% della spesa annua.

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