Forno Pizza Ariete Come Funziona?

Forno Pizza Ariete Come Funziona
Impostare, ruotando la manopola timer (G), il tempo di cottura. Dopo qualche minuto la spia si spegnerà e l’apparecchio è pronto per l’uso. Quindi sollevare la parte superiore dell’apparecchio con le maniglie (D) e porre sul piatto in pietra refrattaria (B) la pizza o l’alimento da cuocere.

Cosa si può fare nel forno Ariete?

Cosa si può cucinare nel fornetto Ariete? – Restando in tema di temperatura, si possono impostare ben 5 temperature di cottura, in modo da usarlo anche in altre preparazioni, come bruschette o piccoli rustici e dolcetti, ma anche torte salate, pita, toast, pane arabo, piadine e altro ancora.

Quanto consuma il fornetto ariete per la pizza?

Questo fornetto consuma solo 1200 watt, ha un timer di 30 minuti ed è di colore Rosso. Nella confezione sono incluse due mezze palette in acciaio, che servono per trasferire la pizza sul fornetto e per prelevarla una volta cotta.

Come pulire la pietra refrattaria dal nero Ariete?

Come pulire la pietra refrattaria dal nero – Il miglior modo per pulire la pietra refrattaria dal nero è quello di usare una spazzola apposita per pietra. Questo tipo di spazzola si distingue per le setole molto morbide che non rovinano la superficie della pietra, ma allo stesso tempo tolgono qualsiasi incrostazione e tutto lo sporco.

  • Capita spesso che la pietra si sporchi a causa degli ingredienti utilizzati nella pizza, ma con la spazzola adatta è sufficiente bagnarla e passarla con delicatezza fino ad eliminare tutte le incrostazioni.
  • Spruzzare sulla pietra un prodotto professionale, specifico per il materiale refrattario, e pulire con la spazzola bagnata, strofinando con cura e non in modo aggressivo.

Al termine dell’operazione, aver cura di asciugare la pietra con un panno asciutto.

Quanti gradi arriva il fornetto Ariete?

Il prodotto migliora le sue prestazioni con una piastra in pietra refrattaria di alta qualità dal diametro di 32cm che permette di cuocere e/o riscaldare pizza e focacce a cinque livelli di cottura, fino a una temperatura massima di 400 gradi.

Perché l’impasto della pizza si ritira quando si stende?

Cosa fare se l’impasto si ritira? – A volte, capita che durante la stesura dell’impasto qualcosa non quadri e ciò riguarda il suo ritiro. Dunque, perché l’impasto della pizza si ritira? Questo capita quando non si ha dato all’impasto il giusto tempo di lievitazione e, essendo troppo elastico, tende a ritirarsi durante la fase di stesura.

Davanti a una situazione del genere spesso ci si chiede: come si fa a stendere la pasta della pizza quando si ritira? Non utilizzare il mattarello: questo, infatti, fa fuoriuscire il gas della lievitazione che, essendo di base scarso a causa della sbagliata lievitazione, con l’utilizzo di questo strumento andrà a rovinare completamente l’impasto.

Utilizzare quindi le mani, cercando di stendere la pizza portando i gas verso l’esterno. Ricordatevi che solo un impasto ben lievitato sviluppa il glutine che permette non solo di essere ben lavorato, ma anche di ottenere il risultato sperato, soffice all’interno e croccante ai bordi.

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Come mettere il forno per riscaldare la pizza?

Come riscaldare la pizza, invece, con l’uso del forno elettrico di casa? Semplicissimo! Il forno va preriscaldato a una temperatura di 180° e quando è caldo, inserite la vostra. Per evitare che la pizza si secchi, nei primi minuti copritela con un foglio di alluminio.

Come fare la pizza in un forno a gas?

Utilizzo del forno a gas per la cottura della pizza – Con il forno a gas uso una tecnica particolare, descritta di seguito. La uso un po’ per tutte le cotture, per superare il problema dell’oscillazione della temperatura: infatti il fatto di avere il bruciatore che ogni tanto va al massimo e ogni tanto va al minimo comporta delle difficoltà nella corretta gestione delle cotture in genere, in particolare per la pizza (ma anche per le torte e i biscotti).

In questo modo il forno tende facilmente a bruciacchiare in alcuni punti, quelli più “in vista” della fiamma e che raccolgono quindi più “irraggiamento”. Ecco in dettaglio la tecnica che uso: per la pizza cerchiamo la temperatura più alta possibile, per cui porto la manopola sul massimo e lascio riscaldare bene il forno per 15-20 minuti almeno e comunque finché il bruciatore non passa alla fiamma bassa di mantenimento.

Solo dopo inforno a mezza altezza e lo abbasso un po’, in modo da rendere poco probabile una nuova riaccensione alla massima potenza. Voglio evitare la riaccensione al massimo perché rende troppo violento il calore dal basso con l’effetto quasi certo di biscottare e bruciacchiare la parte inferiore della pizza, lasciando bianchino il sopra.

  • Finché non l’avrai imparato puoi sempre verificare la forza della fiamma guardando di traverso da quel buchino che c’è nella parte bassa del forno, quello in cui si introduce il fiammifero per accenderlo.
  • L’obiettivo è avere il forno più caldo possibile senza però avere il bruciatore al massimo.
  • Chi lo possiede, può provare ad usare anche il grill, in due modi:
  1. nei minuti finali per dorare bene la pizza sulla parte superiore, che resta sempre più bianca nei forni a gas, in cui il calore proviene dal basso;
  2. fin dall’inizio per scaldare potentemente il forno in minor tempo e anche dall’alto oltre che dal basso con il gas (diciamo come fosse mezzo forno elettrico).
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In entrambi i casi si deve prestare molta attenzione perché il grill è un’arma potente (ricordiamo: lavora con l’irraggiamento) e come può dorare alla perfezione una pizza in 4 minuti, può bruciarla in 5. Va conosciuto, provato e man mano usato e allora può fornire un aiuto formidabile.

Nel secondo caso, in particolare, si può provare una cottura rapida lasciando che il bruciatore resti al massimo della potenza, lasciando contemporaneamente il grill acceso. Questa possibilità va verificata secondo le istruzioni del vostro forno, in quanto alcuni produttori indicano che non è possibile usare il grill con lo sportello chiuso! Non posso quindi assumermi alcuna responsabilità di alcun genere riguardo forni non miei.

Esiste anche un’altra tecnica, che se ben eseguita garantisce eccellenti risultati. L’ho immaginata e messa in pratica nel 2001, dopo anni di prove di pizza in casa in cui verificavo che il tipo di superficie su cui poggia l’impasto durante la cottura (teglia liscia antiaderente, leccarda del forno, teglia in ferro e altro) faceva una grande differenza.

  1. Me ne rendevo conto ancora di più quando preparavo la pizza a casa di amici dotati di un piccolo forno a legna.
  2. La cottura sulla pietra refrattaria del pavimento di un forno a legna lasciava la superficie inferiore asciutta, rugosa, non liscia, aveva insomma un effetto estremamente apprezzabile.
  3. Mentre quella sui vari metalli delle teglie dava chiaramente risultati diversi e più lontani da quelli della pietra refrattaria.

Ho deciso allora di provare ad avere anche nel mio forno di casa, che a quel tempo era a gas, una superficie refrattaria: sono andato da un rivenditore di materiali edili e ho chiesto qualche mattone refrattario. Li ho spazzolati, puliti, lavati bene e poi li ho poggiati sulla griglia del forno per usarli come base di cottura.

Potete farlo anche voi, anche nel forno a gas, sceglieteli sottili, non troppo spessi, da un centimetro andrano già molto bene. Poneteli sulla griglia, mettete la griglia sul ripiano più alto, accendete il forno al massimo e lasciatelo così per almeno mezz’ora. Questo tempo servirà per riscaldare bene tutto il forno, come al solito, compresi i mattoni.

Ora si possono rendere roventi i mattoni accendendo il grill per almeno 10 minuti, poi infornate, usando una pala da pizza senza manico. Questa possibilità va verificata secondo le istruzioni del vostro forno, in quanto alcuni produttori indicano che non è possibile usare il grill con lo sportello chiuso! La potenza di fuoco a disposizione in questo caso sarà molto elevata e ci avvicineremo molto di più alle cotture tradizionali in forno a legna.

  • Allora attenzione perché potremmo avere la nostra pizza cotta in pochi minuti.
  • Il rischio di questa tecnica è di avere la parte superiore della pizza cotto e dorato, mentre la base ancora non lo è.
  • Questo problema è relativo alla stessa natura della pietra refrattaria.
  • La parola “refrattaria” significa in pratica che assorbe molto calore prima di scaldarsi e quindi dovremo immaginarla come un po’ pigra, lenta a scaldarsi.
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Siccome noi abbiamo bisogno di temperature elevate anche sulla base, questo è un po’ il rovescio della medaglia: ci metterà un po’ a raggiungere la temperatura rovente necessaria. Sarà quindi necessario fare un po’ di prove per capire il tempo di riscaldamento giusto.

  • Se servisse di avere la base più rovente, basterà accendere il grill prima.
  • Eventualmente è anche possibile dosare il grill durante la cottura, spegnendolo presto per dare più tempo alla base di cuocersi bene.
  • Per un buon uso di questa tecnica è necessario fare prove ed esperienza, ma i risultati verranno senz’altro.

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