Come Funziona Il Forno A Induzione?

Come Funziona Il Forno A Induzione
Sotto al piano cottura in vetroceramica sono posizionate delle speciali bobine che generano un campo magnetico che si trasferisce direttamente alle pentole. Il calore quindi arriva in maniera diretta alle pentole e si ha una notevole riduzione delle dispersioni di calore.

Quali sono i vantaggi della cottura a induzione?

Vantaggi della Cucina a Induzione – Vantaggi e svantaggi dei fornelli a induzione

  • Efficienza energetica : al giorno d’oggi quello ad induzione è il piano più efficiente con meno dispersioni: il suo rendimento arriva al 90%.
  • Sicurezza : il piano cottura non si scalda se non c’è una pentola sopra e non ci sono fiamme, Inoltre si evitano i rischi collegati al gas metano.
  • Velocità di cottura : la pentola raggiunge la temperatura richiesta in molto meno tempo. Si pensi che per far bollire un litro di acqua servono 8-9 minuti con il fornello a gas e 3-4 minuti con la cucina ad induzione,
  • Pulizia: il piano è tutto liscio quindi molto pratico da pulire e soprattutto si evitano le incrostazioni di cibo poiché rimane freddo.
  • Regolazione della temperatura : l’induzione permette di regolare la temperatura in maniera molto precisa rispetto al gas.
  • Design : la superficie in vetroceramica ha un design molto accattivante e moderno.

Quanto impiega l’acqua a bollire con induzione?

2. Velocità di cottura senza eguali – Uno dei grandi vantaggi della cucina a induzione è sicuramente la rapidità : i tempi in alcuni casi sono addirittura dimezzati, Ad esempio, l’acqua che solitamente ci mette 5-6 minuti a bollire con il gas, su un fornello a induzione ne impiega appena 3.

Insomma, un bel risparmio di tempo, Il motivo è evidente: a differenza di quanto avviene nei fornelli a gas dove parte del calore della fiamma finisce nell’ambiente, con l’induzione non c’è dispersione termica, Proprio per il sistema dei campi elettromagnetici, il calore generato si trasferisce e si concentra soltanto sulla base della pentola adagiata sull’area cottura, senza disperdere energia al di fuori di essa.

L’ alto rendimento di questa tecnologia di riscaldamento è sicuramente una delle ragioni per cui non è vero che i consumi energetici dell’induzione sono necessariamente maggiori di quelli del gas.

Cosa cambia tra induzione e elettrico?

Piani cottura a induzione: pregi e difetti – I piani cottura a induzione sono alimentati da corrente elettrica e sono rivestiti in vetroceramica come quelli elettrici, si differenziano da questi per delle speciali bobine che generano un campo magnetico che si converte in calore.

Questa caratteristica fa sì che possano essere usati solo alcuni tipi di pentole, progettate e realizzate ad hoc per questo tipo di piano. I pregi dei piani a induzioni sono molteplici: garantiscono una cottura uniforme e rapida dei cibi e sono facili da pulire e, cosa non da meno, hanno il massimo rendimento con la minima dispersione energetica,

Altro aspetto da non sottovalutare nella scelta di questo tipo di piano è il fatto che operano a temperatura molto più basse rispetto agli altri, questo evita il rischio ustioni ed è molto importante qualora in casa ci siano bambini.

Quando conviene il piano a induzione?

Come funziona un piano di cottura a induzione? – Il piano ad induzione funziona invece in modo diverso, perché trasferisce l’energia creando un campo elettromagnetico: come se fosse una calamita gigante alimentata ad energia elettrica, l’energia viene trasferita direttamente al fondo della pentola sotto forma di calore, sfruttando il magnetismo che si viene a creare tra pentola e piano.

In questo modo la dispersione di calore è inferiore al 10%, con quasi tutto il calore che arriva dalla rete elettrica trasferito al cibo. Questo sistema rovina meno le pentole, rispetto alla fiamma viva, anche se il risultato in cottura è praticamente identico, perché le temperature sono sempre maggiori, sia con il gas che con l’induzione, ai 100 gradi di bollitura dell’acqua o 200 di bollitura dell’olio, per la frittura, per cui non ci sono differenze percettibili in corsi di cottura.

Se in termini di efficienza energetica, relativamente alla dispersione di calore, i piani a induzione sono sicuramente convenienti rispetto a quelli a gas, sono sicuramente migliori anche dal punto di vista dell’impatto ambientale: se, infatti, la corrente elettrica può arrivare anche da fonti rinnovabili oltre che da fonti fossili, per il gas non è così, perché il gas è comunque un combustibile fossile e libera comunque CO2, cosa che, ad esempio, una pala eolica o un pannello solare non fanno.

  1. Per quanto riguarda, invece, il risparmio energetico inteso come risparmiare in bolletta, le cose sono un po’ diverse.
  2. Dal punto di vista economico va valutato infatti innanzitutto l’ investimento iniziale.
  3. In questi ultimi anni i prezzi dei piani ad induzione sono diminuiti, e oggi mediamente costano di più rispetto a quelli a gas, ma non tantissimo.

Si parte infatti da una base di circa 300 euro (per quelli più semplici), quando un piano a gas costa mediamente 200. Il costo del piano a induzione è quindi ancora maggiore rispetto al piano tradizionale, ma non tantissimo, per cui l’investimento è facilmente recuperabile nel corso degli anni.

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Come si spegne il piano cottura a induzione?

Sfiorare per 1 secondo per accendere o spegnere l’apparecchiatura. La funzione spegne automaticamente il piano cottura se : tutte le zone di cottura sono disattivate.

Quanto consuma un piano a induzione in un’ora?

Quanto consuma realmente un piano a induzione? – Rispetto a quanto avviene per altri elettrodomestici, i produttori non sono tenuti per legge a rilasciare un’etichetta energetica su cui vengano indicati i consumi stimati per ogni anno. Per avere un’idea di quanto consumerà il vostro piano a induzione dovrete allora guardare a quattro aspetti che incideranno sui costi finali in bolletta:

La potenza di ciascun fuoco; Il livello di potenza selezionato per cucinare; La durata della cottura; Il costo attuale del kWh.

Il consumo di elettricità dei piani cottura viene appunto calcolato in kWh : questo è il risultato della potenza assorbita dal piano cottura e moltiplicato per la durata dell’utilizzo. La potenza varia da modello a modello: è un dato che si può reperire tra le informazioni fornite dal produttore nella scheda tecnica (cartacea o digitale, a seconda del canale di acquisto). Come Funziona Il Forno A Induzione Alcuni modelli hanno quattro fuochi dallo stesso wattaggio, che di solito si aggira sui 1800 W a potenza normale e sui 3000 W quando si attiva la funzione booster. La maggior parte dei modelli ha invece fuochi di tre dimensioni/potenze: uno o due piccoli, uno o due medi e uno più grande. La potenza in generale si attesta su questi valori:

Fuochi piccoli : 1200 – 1400 W; Fuochi medi : 1800 W; Fuochi grandi : 2200 – 2300 W.

Questi valori aumentano di circa un terzo con il booster. Se usiamo il fornello medio da 1800 W (o 1,8 kW) come riferimento, sapremo che in un’ora di utilizzo alla massima potenza il consumo energetico sarà di 1,8 kWh. A questo punto, bisognerà andare a individuare il prezzo attuale del kWh sulla propria bolletta (il prezzo non è fisso, in base a parametri che abbiamo spiegato nella nostra guida alle tariffe luce ): nel momento in cui scriviamo, il prezzo del kWh in fascia monoraria è di 0,36 € (tariffa ARERA).

Quanto dura un piano a induzione?

Quanto dura un piano cottura a induzione? – I piani cottura a induzione sono progettati per durare generalmente circa 30.000 ore, quindi circa 15-20 anni, ipotizzando di cucinare 5 ore al giorno. La durata può subire variazioni a seconda dell’intensità di utilizzo, della qualità del piano stesso e della cura che si avrà nell’utilizzarlo. Richiedi un preventivo

Cosa succede se si lascia il piano induzione acceso?

Tutta la verita’ sui piani ad induzione COSA DIFFERENZIA UN PIANO A INDUZIONE DA UN PIANO ELETTRICO? Il piano a induzione si presenta con una superficie totalmente piatta, liscia, lucida e generalmente nera, in quanto non funziona a gas ma a corrente, non ha bisogno di fornelli dove far fuoriuscire gas né di piastre in ghisa per appoggiarci sopra le pentole.

  • Non si tratta però di una cucina elettrica.
  • Il calore, infatti, viene generato da un campo elettromagnetico.
  • Quando si posa un recipiente metallico ferroso sopra alla piastra, un induttore elettrico, che è presente sotto alla piastra, genera un campo magnetico.
  • Questo campo crea all’interno della pentola delle correnti chiamate di “Focault”, dal nome del celebre fisico francese.

Queste correnti trasformano l’energia magnetica in calore, provocando il riscaldamento della pentola in grado in questo modo di scaldare le pietanze al suo interno. Il campo magnetico, e di conseguenza il calore, si sprigiona solo a contatto con la pentola e solo all’interno del diametro della pentola.

  • La dispersione di energia legata al processo induttivo è talmente bassa da risultare quasi superflua; il rendimento offerto dai piani cottura a induzione è infatti pari al 92%.
  • La nostra pentola contenente 1 litro di acqua impiegherà in questo caso soli 3 minuti per entrare in fase di ebollizione.
  • INDUZIONE: PERCHE’ SI/PERCHE’ NO ? SI: Si parla molto di sicurezza domestica e da questo punto di vista il piano cottura a induzione offre garanzie soddisfacenti: non ci sono fiamme, il calore infatti è sprigionato dal campo magnetico e solo a partire dal diametro della pentola entro cui si vuole cucinare.

Non si rischia quindi di scottarsi toccando la piastra vicino al bordo. Da notare l’assenza del pericolo di fughe di gas. Inoltre, tramite display digitali, si può avere un controllo molto preciso della variazione di temperatura della pentola; si può bloccare infatti l’ebollizione mantenendo un fuoco molto basso, o alto a seconda dei casi, con una precisione molto elevata che non si può ottenere con il tradizionale fornello a gas.

  • Dal punto di vista pratico la velocità nel riscaldare i cibi è veramente notevole: ad esempio, per una normale pasta, il tempo per portare a ebollizione l’acqua praticamente si dimezza, sempre tenendo conto la potenza usata.
  • Praticità messa in risalto anche dalla estrema facilità di pulizia di questa superficie.

NO: Che cos’è, invece, che rende il piano cottura a induzione ancora poco usato nel mercato italiano? Le reali ragioni che possiamo ravvisare sono due: il costo superiore di un piano a induzione rispetto a un piano elettrico e il costo maggiore dell’energia elettrica sul mercato italiano rispetto al gas metano.

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Alcuni addurrebbero altre ragioni come la necessità di un voltaggio maggiore, la necessità di dover acquistare pentole adatte. Verità solo in parte: dalla messa sul mercato dei prodotti a induzione, molto è stato fatto negli ultimi anni al fine di adattare questi prodotti al nostro stile di vita e alle nostre necessità economiche.

A tal proposito oggi è possibile trovare sul mercato piani a induzione di ultima generazione che ottimizzano utilizzo e costi d’acquisto e di consumo. Di seguito, alcune informazioni certe sul mondo dell’induzione. SI PUO’ UTILIZZARE L’INDUZIONE CON UN CONTATORE DA 3KwH? SI,

  1. Grazie alla tecnologia Energy Saver Management è possibile limitare l’assorbimento di energia al livello desiderato.
  2. I Led di segnalazione della potenza indicano quando è possibile utilizzare altri elettrodomestici in casa (lavatrice, lavastoviglie, phon, caldo bagno etc.) contestualmente all’uso del piano cottura.

L’INDUZIONE CONSUMA DI PIU’ RISPETTO ALLA CUCINA A GAS? NO, A parità di potenza, per cucinare con il gas si utilizzano oltre 2,2 KwH, invece con l’induzione solo 1,2 KwH. Il rendimento è senza dubbio uno dei tanti vantaggi della cottura a induzione. IL PIANO A INDUZIONE E’ PIU’ SICURO DI UN PIANO A GAS? SI,

La piastra si attiva solo a contatto con la pentola, mentre il resto della superficie resta freddo. Se la piastra viene dimenticata accesa, un dispositivo la spegne automaticamente. Inoltre, tutti i piani cottura sono dotati di un blocco comandi di sicurezza. ACQUISTANDO UN PIANO A INDUZIONE DEVO CAMBIARE LE PENTOLE? NO,

Per funzionare sul piano a induzione, le pentole devono avere un fondo ferroso. Basta prendere una calamita e appoggiarla sul fondo della pentola. Se aderisce, è adattta. BONUS MOBILI 2013-2014 IL VADEMECUM OPERATIVO In questo clima di crisi generale che da qualche anno travolge tutti i comparti dei settori produttivi e commerciali italiani, una boccata d’aria per i cittadini è arrivata con l’iniziativa del Bonus Mobili per le ristrutturazioni.

  • Un’eccellente iniziativa che ha favorito sia i commercianti che gli utenti finali beneficiari di questa manovra, al punto che è stata prorogata fino al 31/12/2014.
  • Anche De Gregorio Interni aderisce al Bonus Mobili 2013 -2014 e di seguito vi invitiamo a scaricare i Vademecum operativo ufficiale di Federmobili.

Qui troverete tutte le informazioni di cui avete bisogno per accedere al bonus. Vi invitiamo anche a visitare i siti: e o a contattare i nostri uffici per informazioni in merito. : Tutta la verita’ sui piani ad induzione

Cosa succede se l induzione non funziona?

Non sempre funziona: in circa 1 caso su 4, nonostante l’induzione, il travaglio non parte. In questi casi il professionista potrà prendere in considerazione il parto cesareo. Durante il travaglio il bambino/a potrebbe avere un rallentamento del battito cardiaco.

Che differenza c’è tra induzione e gas?

Differenza tra piano cottura a gas e piano a induzione Il piano cottura a gas e il piano a induzione differiscono per la metodologia di generazione e trasmissione di calore. Il piano a cottura a gas sfrutta la combustione di gas infiammabile per produrre calore che si trasmette al pentolame. Come Funziona Il Forno A Induzione Un piano a cottura a gas. Il piano a cottura a gas è direttamente collegato alla rete di fornitura gas oppure è allacciata ad una bombola indipendente e per permettere di cucinare sfrutta il calore sprigionato dalla combustione controllata del gas. Il piano a cottura a gas è molto diffuso in Italia e possiede delle caratteristiche che lo rendono molto comodo, ma non particolarmente efficiente.

La fiamma del piano a gas infatti non trasmette il calore direttamente alla pentola o alla padella, ma lo disperde rendendo circa il 40-45%, si sporca facilmente e il calore rimane sulle griglie del piano. Per contro la fiamma del piano a gas è estremamente modulabile, non necessita di pentolame particolare, non è dipendente dalla rete elettrica e col passare del tempo valvole, sensori e meccanismi hanno reso i piani cottura a gas estremamente più sicuri di quelli del passato.

Un piano a induzione Il piano cottura a induzione sfrutta le proprietà elettromagnetiche di bobine elettrificate poste al di sotto di un piano in vetro o, Le bobine del piano a induzione vengono attraversate da corrente elettrica generando un campo elettromagnetico,

Il campo elettromagnetico trasferisce per induzione il calore al metallo ferroso del pentolame in maniera estremamente efficiente. I piani a induzione sono diffusi nel nord Europa dove la produzione di energia elettrica è meno costosa e piano piano stanno conquistando sempre più mercato grazie ai pregi che ne fanno un’evoluzione rispetto ai metodi di cottura precedenti.

Tra i pregi dell’ induzione vanno annoverati:

la sicurezza: il piano a induzione non entra in funzione se non c’è una padella a contatto e se questa viene tolta si spegne in automatico. Ha la possibilità di inserire il blocco elettronico per bambini e il piano si scalda di riflesso solo dove viene posizionata la padella indicando, in media con una luce, il pericolo di ustioni.le modalità di cottura: il piano a induzione è controllato elettronicamente quindi la temperatura e’ gestita in modo preciso e costante. Questo permette di avere il pieno e sicuro controllo sulla cottura dei piatti.la semplicità di manutenzione: il piano a induzione è in sostanza una lastra di vetro che tra l’altro non si scalda direttamente, ma solo di riflesso e in aree molto limitate. Questo rende la manutenzione decisamente semplice e veloce. Con un panno umido o un detergente per vetri basta una passata per riportare il piano a induzione ad un aspetto splendente.efficienza: circa il 95% dell’energia utilizzata per creare il campo magnetico viene trasformata in calore, minimizzando lo spreco e ottimizzando i consumi. Il gas, ad esempio, ha una resa del 45-50%, la piastra elettrica del 49-55%.

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Per contro non tutto il pentolame è adatto ad essere utilizzato su un piano a induzione (alluminio, vetro, terracotta) ed essendo un elettrodomestico che assorbe parecchia energia, bisogna organizzarsi in modo da non superare la portata del proprio contatore, in media 3 kW. Come Funziona Il Forno A Induzione Come Funziona Il Forno A Induzione : Differenza tra piano cottura a gas e piano a induzione

Quanti kW consuma un forno a induzione?

Di quanta potenza ha bisogno un piano cottura a induzione? – Ogni piano a induzione ha una potenza massima diversa. Normalmente i valori vanno da 3.7kw a 7.6kw che vengono distribuiti tra le varie zone di cottura. Ad esempio, una piastra da 3 che indica una potenza massima di 6kw può averla suddivisa in 2.4kw, 2.2kw e 1.4kw ciascuna.

  • Dovresti tuttavia sapere che la potenza massima è quella che il piano cottura a induzione consumerebbe se tutti i fuochi fossero usati contemporaneamente e alla massima potenza.
  • Cucinare con tutte le zone di cottura al livello più alto non è usuale, tanto meno su un piano cottura a induzione, poiché già a livello medio l’acqua bolle in tempi piuttosto rapidi.

Inoltre, ricorda che la maggior parte dei tuoi utensili da cucina (pentole e padelle) non devono mai essere utilizzati sul piano a induzione attivo a piena potenza, poiché potrebbero danneggiarsi. Nel manuale utente, il limite consigliato solitamente si attesta sul 70% della potenza totale.

Quanto incide sulla bolletta il piano a induzione?

Consumi piano cottura induzione rispetto al gas – Abbiamo ora gli elementi per confrontare il consumo piano cottura induzione con quello di una cucina a gas. Assumiamo di aver bisogno di 500 kWh/anno di calore per la cottura che possiamo fare mediante un fornello a induzione oppure a gas:

con il gas avremo bisogno di 1.000 kWh, corrispondenti a circa 95 m³/anno di gas, per una spesa di 114 Euro/annocon i piani cottura induzione il consumo di energia elettrica sarebbe di 556 kWh/anno per una spesa di 111 Euro/anno

Da un punto di vista di puri costi operativi la convenienza del piano cottura a induzione rispetto al metano sarebbe minima ma, se utilizziamo per il riscaldamento una pompa di calore, potremmo staccarci completamente dal gas. In questo modo risparmieremmo costi fissi pari a circa 115 Euro/anno dell’allacciamento alla rete del metano.

Quanto consuma un piano a induzione in un’ora?

Quanto consuma realmente un piano a induzione? – Rispetto a quanto avviene per altri elettrodomestici, i produttori non sono tenuti per legge a rilasciare un’etichetta energetica su cui vengano indicati i consumi stimati per ogni anno. Per avere un’idea di quanto consumerà il vostro piano a induzione dovrete allora guardare a quattro aspetti che incideranno sui costi finali in bolletta:

La potenza di ciascun fuoco; Il livello di potenza selezionato per cucinare; La durata della cottura; Il costo attuale del kWh.

Il consumo di elettricità dei piani cottura viene appunto calcolato in kWh : questo è il risultato della potenza assorbita dal piano cottura e moltiplicato per la durata dell’utilizzo. La potenza varia da modello a modello: è un dato che si può reperire tra le informazioni fornite dal produttore nella scheda tecnica (cartacea o digitale, a seconda del canale di acquisto). Come Funziona Il Forno A Induzione Alcuni modelli hanno quattro fuochi dallo stesso wattaggio, che di solito si aggira sui 1800 W a potenza normale e sui 3000 W quando si attiva la funzione booster. La maggior parte dei modelli ha invece fuochi di tre dimensioni/potenze: uno o due piccoli, uno o due medi e uno più grande. La potenza in generale si attesta su questi valori:

Fuochi piccoli : 1200 – 1400 W; Fuochi medi : 1800 W; Fuochi grandi : 2200 – 2300 W.

Questi valori aumentano di circa un terzo con il booster. Se usiamo il fornello medio da 1800 W (o 1,8 kW) come riferimento, sapremo che in un’ora di utilizzo alla massima potenza il consumo energetico sarà di 1,8 kWh. A questo punto, bisognerà andare a individuare il prezzo attuale del kWh sulla propria bolletta (il prezzo non è fisso, in base a parametri che abbiamo spiegato nella nostra guida alle tariffe luce ): nel momento in cui scriviamo, il prezzo del kWh in fascia monoraria è di 0,36 € (tariffa ARERA).